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SICUREZZA ALIMENTARE: PRODOTTI DOP, IGP, STG

L’attenzione al Made in Italy e al mercato europeo è confermata dai prodotti DOP, IGP, STG. Questi marchi nascono dalle normative comunitarie (Regolamento (CEE) n. 2081/92, oggi Reg UE n. 1151/2012) e presuppongono l’adesione dei produttori a modelli validi in tutta l’Unione Europea.
 
La legislazione europea intende così proteggere le produzioni tradizionali e valorizzare le specificità dei prodotti agroalimentari, con il fine di caratterizzare la relazione prodotto-territorio.

DOP: Denominazione d’Origine Protetta. Per i prodotti DOP deve essere dimostrato che la particolare qualità e le caratteristiche che possiedono sono dovute alla circoscritta e ben delimitata zona di produzione, ad esempio il Prosciutto di Parma DOP o il Parmigiano Reggiano DOP.

IGP: Indicazione Geografica Protetta. Alcune fasi della produzione possono avvenire presso altre zone (per esempio la materia prima può provenire dall’estero) ma vanno comunque rispettati i requisiti previsti dal disciplinare di produzione. La mortadella di Bologna IGP rientra in questa categoria.

STG: Specialità Tradizionale Garantita è un marchio comunitario senza alcuna relazione con una zona di produzione. Si tratta di un riconoscimento di certe caratteristiche specifiche di un prodotto alimentare che lo distinguono nettamente dai prodotti analoghi appartenenti alla stessa categoria, ad esempio la pizza napoletana.
 
Il sistema complessivo dello schema di certificazione DOP-IGP è composto da:

  • autocontrollo dei produttori lungo tutta la filiera,
  • controlli indipendenti da parte di un ente terzo.

Bisogna, quindi, assicurare al consumatore che il valore del prodotto risponda effettivamente a quanto dichiarato in termini di:

  • provenienza,
  • metodologia di ottenimento,
  • caratteristiche specifiche di tipicità.

Obiettivo dello schema di certificazione è quello delle garanzie offerte ai produttori: questi infatti sono inseriti in un sistema di controllo che prevede condizioni di produzione e di competizione omogenee, grazie anche all’applicazione di modelli e di procedure di controllo trasparenti, preventivamente convalidati per adeguatezza.
L’Italia ha il primato per il numero di DOP e IGP registrate, superando il 20% del totale dell’Unione Europea.

Aderiscono a queste denominazioni oltre 70.000 aziende agricole e quasi 6000 aziende di trasformazione. Il 25% di questi prodotti è destinato all’export, settore in grado di far conoscere tutta la produzione agroalimentare italiana; il restante è destinato al territorio italiano: il locale si qualifica aprendosi ai mercati.

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