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CORONAVIRUS: MIGLIORARE LA QUALITA’ DELL’ARIA

Il miglioramento della qualità dell’aria indoor ha bisogno, specialmente in questo periodo, di essere attenzionata maggiormente. Per questo motivo bisogna considerare le caratteristiche di qualità dell’aria indoor che vengono a determinarsi nei diversi ambienti, postazioni e spazi lavorativi, considerando l’influenza di diversi fattori:

  • Ricambio dell’aria (naturale, meccanico, centralizzato e non), rimodulando le frequenze e le modalità delle manutenzioni in funzione degli attuali rischi per la salute;
  • Parametri microclimatici strettamente connessi con la salute (si va incontro alle alte temperature ed elevati valori di umidità relativa dell’aria);
  • Uso di prodotti e di attrezzature impiegate nell’attività di pulizia, sanificazione e disinfezione;
  • Carichi di lavoro, rideterminati con l’obiettivo di garantire e massimizzare in ogni condizione la protezione della salute dei cittadini, visitatori, clienti e lavoratori, e assicurare la riduzione del rischio di trasmissione”.

A sottolinearlo fornendo utili informazioni per garantire la qualità dell’aria è un nuovo aggiornamento del rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità dal titolo “Indicazioni ad interim per la prevenzione e gestione degli ambienti indoor in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2. Versione del 25 maggio 2020”.

Il documentosi sofferma su due diverse tipologie di ambienti:

  • Ambienti domestici “come le abitazioni in cui interagiscono quotidianamente esclusivamente i nuclei familiari, dove si continueranno a svolgere attività lavorative e didattiche a distanza attraverso le tecnologie digitali”;
  • Ambienti lavorativi “progettati con standard dedicati agli specifici scopi come uffici, supermercati, farmacie, parafarmacie, uffici e sportelli bancari e postali, aeroporti, stazioni e mezzi pubblici in cui interagiscono, per le diverse esigenze, dipendenti, clienti, visitatori, operatori di ditte esterne, fornitori e viaggiatori”.

Le raccomandazioni da seguire in entrambi gli ambienti, vogliono “facilitare la riprogrammazione e la gestione dei vari spazi e ambienti di lavoro a seguito dell’emanazione delle Linee Guida Nazionali per i principali settori di attività che contengono le indicazioni operative e le differenti misure organizzative da attuare”.

Nell’aggiornamento vengono inoltre specificate le nuove procedure da mettere in atto per garantire un buon ricambio d’aria nei diversi ambienti sulla base del numero di lavoratori (indicazione sul ricambio naturale, sugli impianti di ventilazione meccanica e sulla periodicità della pulizia dei filtri in dotazione agli apparecchi terminali).

Nei luoghi di lavoro la qualità dell’aria indoor ha un’importante influenza sulla salute, sulle prestazioni e sul benessere psico-fisico dei lavoratori, pertanto amministrazioni e aziende devono rafforzare e intensificare il loro impegno per affrontare questa nuova fase dell’emergenza Covid-19. È quindi fondamentale applicare i protocolli anticontagio 

Alcuni consigli, azioni e raccomandazioni presenti nel Rapporto per migliorare la qualità dell’aria indoor negli ambienti di lavoro sono:

  • Garantire un buon ricambio dell’aria (con mezzi meccanici o naturali) in tutti gli ambienti dove sono presenti postazioni di lavoro e personale, migliorando l’apporto controllato di aria primaria e favorendo con maggiore frequenza l’apertura delle diverse finestre e balconi.
  • L’areazione/ventilazione naturale degli ambienti dipende da numerosi fattori, quali i parametri meteorologici (es. temperatura dell’aria esterna, direzione e velocità del vento), da parametri fisici quali superficie delle finestre e durata dell’apertura solo per citarne alcuni.
  • Il ricambio dell’aria deve tener conto del numero di lavoratori presenti, del tipo di attività svolta e della durata della permanenza negli ambienti di lavoro.
  • Negli edifici senza specifici sistemi di ventilazione può essere opportuno, preferibilmente, aprire quelle finestre e quei balconi che si affacciano sulle strade meno trafficate e durante i periodi di minore passaggio di mezzi.
  • Se non causa problemi di sicurezza, è opportuno aprire nel corso della giornata lavorativa le finestre e i balconi per pochi minuti più volte a giorno per aumentare ulteriormente il livello di ricambio dell’aria. La decisione di operare in tal senso spetta generalmente al responsabile della struttura in accordo con il datore di lavoro.
  • Nessun sistema di ventilazione può eliminare tutti i rischi, tuttavia, se correttamente progettato, può essere d’aiuto per ridurre i rischi di esposizione e contaminazione dal virus.
  • Evitare di utilizzare e spruzzare prodotti per la pulizia detergenti/disinfettanti spray direttamente sul filtro per non inalare sostanze inquinanti (es. COV), durante il funzionamento.
  • Nel caso in cui alcuni singoli ambienti o locali di lavoro siano dotati di piccoli impianti autonomi fissi di riscaldamento/raffrescamento (es. climatizzatori a pompe di calore split o climatizzatori aria-acqua) oppure siano utilizzati sistemi di climatizzazione portatili collegati con un tubo di scarico flessibile dell’aria calda appoggiato o collegato con l’esterno dove l’aria che viene riscaldata/raffrescata è sempre la stessa, deve essere effettuata una pulizia regolare del filtro dell’aria di ricircolo in dotazione all’impianto/climatizzatore per mantenere livelli di filtrazione/rimozione adeguati.

Si indica inoltre che la polvere catturata dai filtri “rappresenta un ambiente favorevole alla proliferazione di batteri e funghi, e comunque di agenti biologici. Evitare di eseguire queste operazioni di pulizia in presenza di altre persone.

Qui il Rapporto integrale che si sofferma anche su altri aspetti relativi agli ambienti lavorativi e sulle indicazioni e raccomandazioni per gli ambienti domestici.

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