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CORONAVIRUS: PRODOTTI SANIFICANTI, ESPOSIZIONE E VALUTAZIONE DEL RISCHIO

A causa della pandemia da Covid-19 è aumentato il numero di prodotti chimici impiegati per la sanificazione delle mani e la disinfezione delle superfici; molti di questi ultimi sono presenti sul mercato illegittimamente poiché non conformi alle normative di settore.

La pubblicazione “CLP-REACH_2020 – Sanificanti dei Luoghi di Vita e di Lavoro: Etichettatura, Scheda di Dati di Sicurezza, Notifica e Tecnologie” ricorda l’importanza che rivestono l’applicazione e l’integrazione corretta dei Regolamenti REACH e CLP nell’ambito della normativa di fabbricazione, autorizzazione, registrazione, immissione sul mercato, distribuzione, detenzione ed impiego dei prodotti sanificanti nei luoghi di vita e di lavoro. 

Il Decreto Ministeriale del 7 luglio 1997, n.274 del Ministero dell’Industria e del commercio definisce la sanificazione come “quelle attività che riguardano il complesso di procedimenti e operazioni atti a rendere sani determinati ambienti mediante l’attività di pulizia e/o di disinfezione e/o di disinfestazione ovvero mediante il controllo e il miglioramento delle condizioni del microclima per quanto riguarda la temperatura, l’umidità e la ventilazione ovvero per quanto riguarda l’illuminazione e il rumore“.

Il documento si sofferma anche sul tema della valutazione dei rischi.

I prodotti, per essere conformi, si inquadrano nell’ambito di due normative distinte: a livello nazionale DPR N.392/1998 sui Presidi Medico Chirurgici (PMC) mentre, a livello comunitario, ricadeno nel Regolamento (UE) N.528/2012 sui biocidi (BPR). I prodotti disinfettanti contenti principi attivi approvati ai sensi del BPR sono autorizzati e resi disponibili sul mercato europeo come prodotti “biocidi”.  

L’obiettivo della valutazione del rischio è “quello di individuare le corrette modalità di impiego tali da garantire, oltre all’efficacia del prodotto, anche le opportune misure di prevenzione e protezione per gli utilizzatori e i lavoratori che rientreranno nelle aree sanificate”. Occorre quindi prestare attenzione all’etichetta presente nei prodotti, alla scheda tecnica e alla scheda di dati di sicurezza. Per miscele classificate pericolose per la salute e per la sicurezza o detergenti (indipendentemente dalla loro classificazione di pericolo), si può chiedere al fornitore l’avvenuta notifica all’archivio preparati pericolosi (APP), che rappresenta un punto di riferimento nel quadro della prevenzione e della protezione non solo dei consumatori ma anche dei lavoratori esposti accidentalmente o professionalmente a prodotti chimici.

Per gli operatori professionali l’esposizione può avvenire principalmente attraverso la via inalatoria e la via cutanea; l’ingestione è, invece, considerata altamente improbabile ed esclusa dalla stima quantitativa dei livelli di esposizione. L’utilizzo di prodotti professionali per la sanificazione, prevede l’impiego di dispositivi di protezione individuale (DPI), quali, ad esempio, i guanti che limitano il contatto, anche involontario, con la pelle o le mascherine, nel caso di sostanze in grado di disperdersi nell’aria (es. gas, vapori o aerosol). 

Negli ambienti di lavoro è importante anche implementare un sistema di monitoraggio ambientale che consenta di misurare la concentrazione delle sostanze chimiche presenti nell’aria, valori da confrontare con i limiti di esposizione. Per il trattamento di ambienti indoor è preferibile adottare procedure che prevedano l’erogazione di gas o vapori, così da garantire una completa sanificazione.

Dunque le misure di gestione del rischio eventualmente da applicare dipenderanno dalle modalità di impiego del prodotto o dal processo adottato.   

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