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CORONAVIRUS: REFERENTE COVID-19 NELLE SCUOLE

La campanella delle scuole italiane ha già suonato in alcune regioni e in tutte le altre suonerà tra qualche giorno, dopo 4 lunghi mesi di silenzio. Gli alunni e gli insegnanti italiani sono pronti a ritornare in aula, ma questo rientro sarà diverso. Mascherine e distanziamento sociale, saranno alcune delle novità che entreranno anche nelle classi degli istituti scolastici ma non solo. Un’altra novità, già confermata, è la presenza obbligatoria in ogni istituto scolastico di almeno 2 referenti Covid-19.

Chi è il referente Covid-19 e di cosa si occupa?

Troviamo questa figura nel Rapporto dell’ISS intitolato “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia”.
Il referente Covid-19, oltre a dover conoscere le norme in vigore, deve essere in grado di rispondere prontamente a casi sospetti/probabili e confermati di Coronavirus e di attuare immediatamente le strategie di prevenzione previste nei protocolli. Ogni scuola dovrà seguire le indicazioni per la prevenzione dei casi COVID-19 del Ministero della Istruzione, del Ministero della Salute e del Comitato Tecnico Scientifico nonché eventuali Ordinanze Regionali.

Il referente Covid-19 svolge un ruolo di interfaccia con il dipartimento di prevenzione ed è sempre in contatto con le altre figure analoghe nelle scuole del territorio. In caso di assenza del referente, deve essere sostituito per evitare interruzioni nelle procedure. È normale, dunque, che sia i referenti che i loro sostituti debbano ricevere un’adeguata formazione sugli aspetti principali di trasmissione del nuovo Coronavirus, sui protocolli di prevenzione e controllo in ambito scolastico e sulle procedure di gestione dei casi Covid-19 sospetti o confermati.

Sicuramente il referente Covid-19 dovrà avere delle basi di microbiologia per conoscere meglio le caratteristiche del SARS-COV-2, la resistenza del virus nell’ambiente e le modalità di trasmissione per poter eseguire le giuste azioni di prevenzione e contenimento. Se il referente è il dirigente scolastico, lo stesso dovrà usufruire di queste conoscenze anche per l’elaborazione delle procedure specifiche che la scuola mette in atto. Nel caso in cui il referente fosse, invece, un altro docente, questo potrebbe collaborare alla stesura delle procedure che dovranno essere seguite.

La formazione di questa nuova figura scolastica dovrà essere minuziosa sia sulle norme che regolano la gestione del Coronavirus nelle scuole che soprattutto sui protocolli e sulle procedure che ogni scuola elaborerà e dovrà seguire. Per svolgere in modo impeccabile i compiti assegnati di prevenzione e gestione dell’emergenza, il referente dovrà essere formato su:

  • Corrette modalità di sanificazione “regolare e periodica” degli ambienti e sanificazione straordinaria a seguito di caso accertato;
  • Corrette modalità di scelta e utilizzo DPI;
  • Modalità di comunicazione sia con il caso sospetto/confermato che con il referente dell’ASL nonché con gli enti preposti (118, medici curanti ecc).

È fondamentale che il canale di comunicazione tra scuola, medici curanti, dipartimenti di prevenzione delle ASL, sia funzionante e adattato in base alla tecnologia (messaggistica breve, e-mail, telefono ecc.).
Il documento ISS riporta degli esempi, alcuni dei quali prevedono l’intervento diretto del referente:

1) Caso in cui un alunno presenti un aumento della temperatura corporea al di sopra di 37,5°C o un sintomo compatibile con COVID-19, in ambito scolastico;

2) Nel caso di un numero elevato di assenze in una classe.

Nel primo caso l’operatore scolastico che viene a conoscenza di un alunno sintomatico deve avvisare il referente scolastico per Covid-19, il quale deve far partire immediatamente la procedura stabilita dalla scuola: chiamare i genitori (il referente deve saper come gestire la chiamata); isolamento dello studente (il referente deve saper come approcciarsi allo studente e deve sapere quale aula va utilizzata per l’isolamento); misurazione della temperatura (il referente o altro operatore devono sapere come misurare in modo sicuro la temperatura, che DPI indossare, e devono avere a disposizione strumenti specifici); effettuare o far effettuare la sanificazione specifica delle zone interessate (deve conoscere esattamente le procedure di sanificazione previste dalla scuola).

Nel secondo caso il referente scolastico per il Covid-19 deve comunicare al Dipartimento di Prevenzione (DdP) se si verifica un numero elevato di assenze improvvise di studenti in una classe o di insegnanti. Anche in questo caso la formazione è importante perché il referente dovrà avere indicazioni precise su quali siano le percentuali oltre le quali è necessario avvisare il referente ASL. I referenti scolastici Covid-19 dovranno rimanere aggiornati anche sulle più recenti scoperte riguardanti la patologia e il SARS COV 2, sull’andamento dei casi e sulle nuove fonti normative.

Il gruppo di lavoro ISS e le altre istituzioni coinvolte nella preparazione delle misure di prevenzione, attraverso la piattaforma EDUISS, forniranno un percorso formativo in tema di Covid-19 per la gestione dei casi sospetti o confermati. Una formazione su queste tematiche, per raggiungere davvero l’obiettivo, dovrebbero averla anche le altre figure come consulenti o RSPP che, parlando di Covid-19, affiancheranno i vari referenti nella stesura delle procedure e nella gestione dei casi.

Qui il rapporto dell’ISS.

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