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CORONAVIRUS: TUTTO QUELLO CHE C’E’ DA SAPERE SUL RITORNO A SCUOLA

Cambiano le regole sul distanziamento, sull’uso delle mascherine e sui comportamenti da adottare negli istituti: in classe e negli spazi aperti. Dalla misurazione della febbre, all’ingresso nelle aule, fino ai pasti e al “referente covid”.

  1. Prima di arrivare a scuola, tutti i giorni occorre misurare la febbre.
  2. Non è prevista la misurazione all’ingresso, salvo iniziative dei singoli istituti.
  3. In caso di sintomatologia respiratoria o febbre superiore a 37.5°C, si deve restare a casa.
  4. Per chi deve raggiungere la scuola con mezzi pubblici e trasporti scolastici dedicati, è stata fissata una capienza massima dell’80%.
  5. La capacità di riempimento può essere aumentata solo nel caso si riesca a garantire il ricambio di aria e il suo filtraggio, con idonei strumenti di aerazione.
  6. In tutti i casi è obbligatorio indossare la mascherina per tutto il percorso e mantenere il distanziamento, nel salire e nello scendere dai mezzi. Sono previsti dispenser per sanificare le mani.
  7. Per l’accesso agli istituti vale sempre la regola del distanziamento interpersonale, vanno evitati gli assembramenti.
  8. Nella scuola dell’infanzia, l’ingresso dei bambini, accompagnati da un solo adulto, è scaglionato e organizzato in una fascia temporale ampia, che può raggiungere i 90 minuti.
  9. Anche per la scuola primaria e secondaria, l’entrata degli studenti deve essere scaglionata sia nell’orario di ingresso sia rendendo disponibili tutte le vie di accesso degli istituti.
  10. Per l’uscita valgono le stesse regole.

SCUOLA DELL’INFANZIA

  1. Per i bimbi al di sotto dei 6 anni e per gli alunni con disabilità, non è previsto l’uso delle mascherine.
  2. I dispositivi di protezione per gli adulti, per i quali sono raccomandati visierine “leggere” e, quando necessario, guanti di nitrile, devono renderli sempre riconoscibili.
  3. Il distanziamento tra i piccoli non è previsto. Tutti gli spazi disponibili, però, devono essere organizzati in aree distinte e separate per le attività di apprendimento e gioco, opportunamente sanificate.
  4. Il momento del pasto varia a seconda degli istituti. Viene servito in mensa se la scuola ha la possibilità di evitare affollamenti, adottando differenti turni tra le classi, o in caso contrario, può essere distribuito con lunchbox in aula, che deve essere areata e igienizzata prima e dopo.

SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA 1° E 2° GRADO

  1. Nella scuola primaria, dai 6 agli 11 anni, la mascherina in aula può essere tolta quando i bambini sono seduti, rispettando la distanza di un metro. Salvo situazioni che favoriscano l’aerosolizzazione in classe, come ad esempio il canto.
  2. Anche nelle scuole secondarie, dai 12 ai 19 anni, le mascherine possono essere rimosse quando i ragazzi sono seduti, ma solo in aree a “bassa circolazione virale”. In caso contrario, si devono indossare anche al posto.
  3. L’organizzazione delle aule è stata rivista in modo da garantire la distanza interpersonale di almeno un metro tra gli studenti.
  4. La riorganizzazione non riguarda solo i banchi, monoposto, ma anche le aree di interazione, come quella tra la cattedra e la lavagna, che dovranno garantire il distanziamento considerando anche lo spazio di movimento.
  5. Tra la cattedra e i primi banchi devono esserci almeno due metri. Questa distanza deve essere mantenuta sia con gli alunni e i docenti seduti, sia in movimento.
  6. Negli spazi comuni, come i corridoi, devono essere previsti percorsi con apposita segnaletica che garantiscano il distanziamento ed evitino gli assembramenti.
  7. La ricreazione va fatta in classe, non più negli spazi comuni.
  8. Nelle scuole secondarie di secondo grado, gli istituti potranno valutare, a seconda delle necessità, se svolgere una parte della didattica a distanza.

A ogni scuola è stato chiesto di nominare un “referente Covid-19”. É la persona a cui vengono segnalati casi sospetti e ha il ruolo di collegamento tra l’istituto e la Asl di competenza. Il suo compito è anche quello di controllare “assenze elevate”, sopra il 40% di studenti in una classe.

  • Se un alunno manifesta sintomi riconducibili al coronavirus a scuola, viene isolato.
  • In uno spazio dedicato, assistito da un adulto che indossi la mascherina chirurgica, l’alunno resta in attesa dell’arrivo di un genitore o di chi ne fa le veci.
  • In seguito la famiglia deve contattare il pediatra o il medico di famiglia, che decide se è necessario fare un tampone.
  • Se lo studente è positivo, saranno tracciati i contatti e la Asl competente valuterà le misure da adottare e, se necessario, la quarantena per i compagni di classe, gli insegnanti e chi ha avuto un contatto stretto nelle ultime 48 ore.
  • La scuola dovrà effettuare una sanificazione straordinaria, ma non è prevista la chiusura dell’istituto per un solo caso di coronavirus.
  • La procedura è simile se il contagio riguarda un insegnante o altro personale scolastico.
  • Per il rientro bisognerà attendere la guarigione clinica e la conferma di negativizzazione attraverso due tamponi da effettuare a distanza di 24 ore l’uno dall’altro.
  • Nel caso in cui il pediatra abbia valutato che non si tratta di SARS-CoV-2 e che non c’è bisogno di fare il tampone, si può tornare in classe una volta guariti.

Qui la guida illustrata a cura del Gedi Visual da cui è tratto l’articolo.

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