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FLOROVIVAISMO

Nell’ambito del panorama agricolo italiano riveste grande importanza il settore del florovivaismo.

In ogni Paese europeo e nei principali Paesi extraeuropei la floricoltura italiana ha saputo imporsi per l’alta qualità e la tipicità delle produzioni di piante e di fiori. Le piante aromatiche e quelle mediterranee sono impiegate sempre più spesso nell’ambito degli arredi urbani portando un angolo della natura mediterranea italiana nelle verande delle case di tutto il mondo.

La possibilità di adattare le coltivazioni di molte produzioni alle diverse caratteristiche pedoclimatiche del Paese ha consentito di produrre una varietà di specie di alta qualità e adattabilità ai climi e ai terreni di diversi paesi esteri e ha favorito le esportazioni delle alberature in zolla o in vaso delle piante aromatiche, degli agrumi, delle eccellenze del reciso e delle piante mediterranee in genere.

La floricoltura italiana costituisce un importante comparto di cui si occupa il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali che da anni coordina il “Tavolo di filiera del florovivaismo” istituito al fine di pianificare e indirizzare alcune linee di intervento e attività di supporto al settore.

Il Tavolo è composto da rappresentanti di associazioni dei distretti florovivaistici, di cooperative, consorzi e mercati, delle Regioni, centri di ricerca e università, che decidono di realizzare il catalogo fotografico, uno strumento editoriale che racconta la qualità delle specie botaniche italiane.

Da anni il Ministero sostiene azioni volte al miglioramento della logistica, alla riduzione dei costi di produzione, alla formazione professionale degli operatori, alla difesa fitosanitaria a basso impatto ambientale ed alla realizzazione dei consumi idrici.

Il favorevole clima italiano e la selezione di specie particolarmente resistenti alle alte temperature estive nonché alla carenza di acqua, sono le basi del concetto di qualità che contraddistingue la produzione italiana delle piante da esterno: non solo piante belle ma adatte ad un giardinaggio sostenibile e più naturale, in sintonia con le più attuali linee di progettazione paesaggistica.

Il valore della produzione delle aziende florovivaistiche italiane rappresenta oltre il 5% della produzione agricola totale e deriva per il 50% dai comparti fiori e piante in vaso, mentre il restante 50% da piante, alberi e arbusti destinati al vivaismo.

Secondo i dati dell’ultimo Censimento Istat, sono circa 14.000 le aziende di produzione che si dedicano ai fiori e piante in vaso e quasi 7.500 quelle attive nella produzione di piante per il vivaismo. La superficie agricola destinata complessivamente al settore (29.000 ettari) è investita per almeno il 70% a piante in vaso e vivaismo.

Le aziende che producono giovani piante floricole ornamentali sono 2.000 per una superficie complessiva di oltre 1500 ettari. Le regioni più vocate per i fiori recisi e le fronde sono la Liguria, la Toscana, il Lazio, la Campania, la Puglia e la Sicilia, mentre per le piante in vaso e da vivaio la produzione è distribuita su molte regioni. Vanno menzionate la Liguria per le piante aromatiche e alcune piante fiorite tipiche da esterno, il Piemonte per le piante acidofile, la Lombardia per le latifoglie e le conifere, la Toscana per la vasta gamma di alberi e arbusti tra cui le conifere, gli alberi sempreverdi e da frutta, il Lazio per le piante mediterranee, la Sicilia per le piante mediterranee tra cui gli agrumi ornamentali, le piante grasse e le palme.

L’Italia è ai primi posti della classifica per dimensione della superficie destinata al vivaismo e a coltivazioni di piante e fiori in genere; infatti, nella storia italiana, i fiori e le piante hanno sempre rivestito un ruolo che non trova eguali in altri Paesi. Già gli antichi romani utilizzavano grandi quantità di fiori in occasione di cerimonie pagane e religiose; i medievali horti conclusi, spesso collocati all’interno dei monasteri, ebbero grande importanza per la conservazione di specie e varietà di ortaggi, di piante medicinali e aromatiche.

Con il Rinascimento gli stessi giardini geometrici a protezione delle coltivazioni vennero realizzati anche all’esterno dei monasteri diventando sempre più grandi e articolati e arricchiti dall’uso della simbologia.

Da sempre nei giardini italiani si trovano lusso, arte e bellezza; d’altronde la facile reperibilità di una grande varietà di piante, di arbusti e di fiori ha agevolato la possibilità dei vivaisti italiani di farci, attraverso i secoli, testimonianza della qualità e della bellezza delle produzioni del Paese.

La bravura dei vivaisti, che si possono considerare degli artisti del verde italiano, il gusto architettonico nel sistemare i giardini e l’elevata qualità delle produzioni e delle specie italiane, sono i pregi che il Ministero sottopone all’attenzione del lettore e che promuove con l’intento di sostenere un settore di produzioni d’eccellenza sempre più apprezzato in Italia e all’estero.

Fonte: Mipaaf

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