Via Dante, 112

Ragusa, RG

0932 626321

info@studio3job.it

Lun - Ven: 9:00 - 13:00 /
15:00 - 18:00

STUDIOTRE

STUDIOTRE

MODELLO 231

Il modello organizzativo 231 prende la denominazione dal decreto legislativo n.231/2001 che ha introdotto nell’ordinamento giuridico italiano il principio volto ad attribuire la responsabilità penale in capo alle persone giuridiche. Un’innovazione normativa che ha superato lo sbarramento del principio costituzionale in forza del quale “la responsabilità penale è personale” (art.27 della Costituzione).

Per entrare maggiormente nel dettaglio e semplificarne la comprensione è necessario capire che il modello 231 e, prima di lui, il decreto stesso nascono con lo scopo di salvaguardare le Società e gli Enti da eventuali reati, citati nella norma stessa, commessi dai propri dipendenti.

Il modello 231 viene adottato, quindi, per permettere alle imprese di essere dispensate dai reati imputati ai singoli dipendenti e, mediante la sua compilazione, la società che lo sottoscrive può chiedere legittimamente l’esclusione o la limitazione della propria responsabilità derivante da uno dei reati menzionati nella norma.

Il modello 231 è un modello di organizzazione e gestione, che dà la possibilità alle imprese di ridurre il rischio di essere chiamate a rispondere per uno dei reati sanzionati dal decreto 231. Tutte le aziende esposte al rischio di contestazione delle violazioni citate nella norma possono sottoscrivere il modello 231, anche le piccole e medie imprese.

I reati previsti dal D.Lgs 231/2001 sono molteplici e sono costantemente aggiornati.

  • reati contro la salute e la sicurezza sul lavoro
  • reati contro la Pubblica Amministrazione
  • reati societari
  • delitti contro la personalità individuale
  • delitti con finalità di terrorismo o eversione dell’ordine democratico
  • reati transnazionali (traffico di migranti, riciclaggio…)
  • illeciti ambientali
  • reati di criminalità informatica
  • manipolazioni del mercato e abuso di informazioni privilegiate

Le sanzioni previste per l’azienda che incorre in uno di questi reati sono davvero varie. Si va da sanzioni pecuniarie al sequestro del profitto illecito, a sanzioni interdittive oppure al divieto di contattare con la PA, alla soppressione o revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni ed altre ancora.
La norma dettata dal D.Lgs. 231/2001 tuttavia offre all’impresa una condizione esimente, per evitare queste pesanti sanzioni.

Tale condizione è quella di:

  • avere preventivamente adottato e attuato modelli organizzativi e di gestione idonei ad individuare e prevenire reati 231;
  • avere affidato ad un proprio organismo – dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo – il compito di vigilare sul funzionamento e l’osservanza dei modelli e di curarne il loro aggiornamento.

L’effettiva realizzazione del modello 231 prevede 5 distinte fasi:

  • mappatura delle aree a rischio di reato
  • valutazione del sistema di controllo interno
  • analisi comparativa e piani di miglioramento
  • redazione del modello vero e proprio
  • formazione e diffusione

L’efficacia dell’attuazione del modello si ottiene grazie ad una verifica periodica delle prescrizioni e dell’organizzazione delle attività aziendali e dall’idoneità di un sistema disciplinare; una volta individuate le aree di attività dell’ente esposte al Rischio-Reato si procedimentalizza la formazione e l’attuazione delle decisioni degli organi predisposti, la gestione delle risorse e la circolazione delle informazioni verso l’Organismo di vigilanza.
Il modello 231 si divide in due parti: la parte generale illustra il quadro normativo di riferimento ed espone brevemente i compiti ed i poteri dell’OdV; la parte speciale effettua una mappatura di ogni tipologia di reato presupposto in cui si indica la sintesi del reato e la modalità di commissione, la funzione e i processi aziendali coinvolti, le procedure per la formazione e l’applicazione delle decisioni.

Puoi richiedere maggiori informazioni compilando il modulo sottostante oppure chiamando 0932626321

Condividi questo articolo

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su email