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SICUREZZA ALIMENTARE: ALIMENTI PER RINFORZARE IL SISTEMA IMMUNITARIO

Un’alimentazione errata e uno scorretto stile di vita sono la causa di malattie anche gravi, ad esempio problemi cardio circolatori, respiratori o, in alcuni casi, tumori.

Il documento AiFOS “Mi tutelo mangiando” riporta un’indagine sulla corretta alimentazione e sugli stili di vita sani e una serie di utili consigli alimentari in relazione all’esposizione a diversi rischi lavorativi.  

L’alimentazione potrebbe essere la causa di diversi rischi come il rischio stress o quello biologico. Quest’ultimo è molto diffuso, anche in relazione all’attuale emergenza Covid-19, e collegato a sua volta con lo stress lavoro correlato, poiché lo stesso stress può essere un fattore che se presente può indebolire il sistema immunitario e facilitare il ruolo a microrganismi patogeni presenti negli ambienti lavorativi. Il miglioramento della prevenzione del rischio biologico, al di là delle procedure igieniche, dei vaccini, delle procedure corrette di utilizzo delle attrezzature e dei comportamenti corretti, si può attuare anche attraverso due metodi:

  • un’alimentazione che rinforzi il sistema immunitario;
  • un’alimentazione che aiuti ad evitare gli infortuni come tagli e ferite con aghi infetti.

Il sistema immunitario ha il compito di proteggere l’organismo dall’attacco dei microrganismi patogeni, come batteri, virus e altri organismi causa di malattie. Per lavorare efficacemente il sistema immunitario ha bisogno di un apporto regolare di vitamine e minerali che si può raggiungere assumendo giornalmente frutta e verdura oltre che i prodotti caseari fermentati. 

Data la complessità delle funzioni coinvolte nel sistema immunitario e nell’interazione che questo ha con l’alimentazione, si indica che la lista degli alimenti che possono ‘contribuire al normale funzionamento del sistema immunitario’ contiene solo composti ben caratterizzabili nel loro meccanismo di azione come i minerali (rame, ferro, selenio e zinco), le vitamine (A, B6, B12, C, D) ed i folati.

Tra le vitamine:

  • vitamina A: contenuta nel tuorlo d’uovo e nell’olio di fegato di merluzzo, in frutta e verdura di colore arancione e in verdure a foglia verde scura, nel burro, nel latte e nei formaggi. È un immunostimolante e garantisce una maggiore difesa delle mucose. Una carenza di vitamina A provoca una scarsa resistenza alle infezioni, causate magari da microrganismi presenti sul luogo di lavoro. Dosi troppo elevate potrebbero provocare disturbi all’efficienza lavorativa (ostacolata da insonnia e cefalea) e potrebbero aumentare il rischio fratture negli infortuni sul lavoro.
  • vitamina B1: contenuta nella carne, nei cereali, nelle noci e nei legumi, nella soia, nel lievito di birra, nel latte, nel tuorlo d’uovo, nelle patate, nella lattuga, negli spinaci, nelle zucchine, nelle banane e nelle arance. La sua forma attiva è coinvolta nel metabolismo degli zuccheri e nella produzione di energia. È utile in caso di astenia, stress, stanchezza e anemia. Apporti elevati non sono particolarmente tossici.
  • vitamina B2: presente nel latte, nelle uova, nel fegato, nei funghi, nelle alghe, nei cereali integrali e nelle verdure a foglia larga. È anch’essa indicata per combattere lo stress e l’affaticamento. Dosi elevate non creano particolari problemi ma è consigliato evitarne l’assunzione durante la gravidanza e l’allattamento.
  • vitamina B6: contenuta nel latte, rene, pesce (salmone, sgombro, sardine), carne, cereali, uova, pane, pasta, soia, piselli, fagioli e frutta. È coinvolta nella sintesi delle citochine, importanti per l’efficienza del sistema immunitario. Eccessive assunzioni per lungo tempo possono dar vita a neuropatia sensoriale periferica.
  • vitamina B12: presente in molluschi, pollo, tuorlo d’uovo, pesce azzurro, fegato, carne di manzo ed agnello, latte e derivati e formaggi. Stati di carenza determinano una riduzione del numero di linfociti.
  • vitamina C: è immunostimolante e antiossidante. Ne sono particolarmente ricchi i kiwi, i ribes, i mirtilli, le fragole, i lamponi, il melone, gli agrumi in genere, i peperoni, i pomodori e gli ortaggi a foglia verde. Ma anche gli spinaci, le patate, i piselli, il radicchio, gli asparagi, il fegato e il latte vaccino. Un’assunzione calibrata consente di combattere l’invecchiamento cellulare e di rinforzare le difese immunitarie.
  • vitamina D: la vitamina D2 e la vitamina D3 svolgono un’attività biologica molto simile. Il colecalciferolo (D3), derivante dal colesterolo, è sintetizzato negli organismi animali, mentre l’ergocalciferolo (D2) è di provenienza vegetale. La vitamina D ottenuta dall’esposizione solare o attraverso la dieta è presente in una forma biologicamente non attiva e deve subire due reazioni di idrossilazione per essere trasformata nella forma biologicamente attiva, il calcitriolo. Pochi alimenti contengono quantità apprezzabili di vitamina D. Un alimento particolarmente ricco è l’olio di fegato di merluzzo. Seguono, poi, i pesci grassi (come i salmoni e le aringhe), le uova, il fegato, le carni rosse e le verdure verdi. Diventa quindi importante l’esposizione alla luce solare, che dovrebbe avvenire per almeno 30 minuti al giorno (esponendo alla luce almeno arti superiori e volto). Nella sicurezza sul lavoro è importante non solo per contrastare il rischio biologico ma anche nel recupero di eventuali infortuni come fratture, poiché la vitamina D aumenta la calcemia e la fosforemia, ha un importante ruolo nella mineralizzazione della matrice organica delle ossa.
  • vitamina E: presente in semi e oli vegetali, vanta proprietà antiossidanti e favorisce il mantenimento delle cellule immunitarie. Questa vitamina la si può trovare in: olio di germi di grano, oli di semi, olio extravergine di oliva, nocciole, pinoli, arachidi, noci, mandorle, pesce, latte, carne, tuorlo d’uovo, fegato, rene, vegetali a foglia verde, piselli, cereali, broccoli, asparagi, cavoli e avocado. L’assunzione giornaliera raccomandata è di 12 mg”.

Tra i minerali utili a rinforzare il sistema immunitario:

  • calcio: contenuto in latte, soia, legumi e tuorlo d’uovo. Questo minerale è il catione bivalente più presente nel corpo, infatti rappresenta dal 1,5 al 2% del peso corporeo totale; rinforza le ossa.
  • magnesio: coinvolto nell’eccitabilità neuromuscolare e nel trasporto di energia, è indicato nella lotta alla stanchezza. Si trova nella soia, nelle noci e nelle verdure, nei legumi, nel tè, nel caffè, nel cacao, nel cioccolato e in alimenti marini. L’assorbimento è incrementato dalla vitamina D.
  • zinco: favorisce stimolazione, maturazione e proliferazione dei linfociti T. Si può assumere con la carne rossa e i fiocchi d’avena. In genere si può dire che è assicurato con alimenti proteici, poiché esso è complessato con le proteine e i loro derivati: carne, pesce e derivati del latte. Oltre che nel meccanismo immunitario è coinvolto nel meccanismo antiossidante.
  • rame: contenuto nei cereali, frutta, carne, pesce e uova. Svolge un ruolo immunitario importante poiché è un componente dell’enzima superossido-dismutasi, che inattiva i radicali liberi e protegge l’organismo dai danni prodotti dalle infezioni.
  • selenio: importante nei meccanismi di detossificazione dell’organismo; sembrerebbe che stati di carenza latente di selenio possano contribuire allo sviluppo di tumori e malattia coronarica”.

Il documento “Mi tutelo mangiando”, in merito al rischio biologico provocato da infortuni come tagli e ferite con materiale infetto, indica che l’alimentazione può aiutare quando va ad aumentare le prestazioni mentali e fisiche, migliorando la concentrazione e l’attenzione degli operatori e può invece aumentare il rischio quando è eccessiva e non regolata e può provocare difficoltà digestive, sonnolenza e calo dell’attenzione e delle prestazioni fisiche.

Il documento da cui è tratto l’articolo:

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