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SICUREZZA ALIMENTARE: RICHIAMI PER PAPRIKA DOLCE E SESAMO

Attraverso una nota ufficiale, il Ministero della Salute ha annunciato il ritiro dal commercio di un lotto di paprika dolce in polvere commercializzato da Droghe Palma. Il prodotto in questione è venduto in bustine da 30 grammi, distribuite in scatole da 25 pezzi, con il numero di lotto J20053 e il termine minimo di conservazione 28/09/2024. Il richiamo per rischio chimico è avvenuto in seguito alla segnalazione del fornitore della materia prima (paprika dolce). La vendita di tale lotto è stata sospesa; coloro che hanno in casa bustine di paprika dolce appartenenti al lotto evidenziato non devono utilizzarle.

Quello della paprika dolce, tuttavia, non è il primo ritiro per rischio chimico. Qualche giorno fa, attraverso il proprio portale dedicato agli avvisi di sicurezza e ai richiami di prodotti alimentari, il Ministero della salute ha reso noto che si proceduto al richiamo di un lotto dei Salatini San Carlo mix a causa di una contaminazione nei semi di sesamo usati per la preparazione, e qualche giorno prima lo stesso dicastero ha annunciato il ritiro di tutta una serie di prodotti alimentari per la stessa motivazione.

È proprio nel sesamo che sono stati rilevati residui di ossido di etilene. I casi sono stati comunicati al sistema rapido d’allerta RASFF e ad ottobre la Commissione europea ha emanato il regolamento 1540/2020. Poiché il sesamo proveniva dall’India, in base al nuovo regolamento le autorità sanitarie indiane sono tenute ad indicare nel certificato ufficiale (che deve obbligatoriamente accompagnare ogni carico importato) che i prodotti sono stati oggetto di campionamento e analisi al fine di rilevare l’eventuale presenza di residui di antiparassitari e che tutti i risultati del campionamento e dell’analisi dimostrano la conformità alla normativa dell’Unione in materia di livelli massimi di residui di antiparassitari. Come ulteriore sicurezza, la Commissione ha disposto che almeno metà dei carichi di sesamo originari dall’India siano sottoposti ad analisi in dogana prima di venire ammessi in libera pratica.

Tutte le aziende che importano sesamo (biologico e convenzionale) hanno subito avviato una campagna di analisi sui lotti di sesamo nelle loro disponibilità. Come previsto dalla normativa e dai piani aziendali di controllo, informano il ministero della Salute (che a sua volta, come i ministeri degli altri Paesi UE, informa il sistema di allerta europeo) e i clienti, affinché ritirino dagli scaffali il prodotto e informino a loro volta i consumatori (cartelli nel punto vendita, sito internet).


La problematica non riguarda solo l’Italia, ma tutta l’UE, e anche qualsiasi altro Paese non UE che importi sesamo di produzione prevalentemente indiana, cinese e birmana (la produzione europea e italiana sono irrilevanti), motivo per cui gli allerta sono a livello europeo.


Se in precedenza si procedeva ad analisi a campione, tutte le transazioni commerciali che riguardino sesamo sono ora scortate da certificati d’analisi.

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