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VALUTAZIONE DEI RISCHI. GAS RADON

Il gas radon è un importante agente di rischio per la salute umana: è stato classificato, infatti, come la seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo di tabacco e rappresenta la prima causa per i non fumatori.

La normativa generale per la tutela della salute dei lavoratori dai rischi in ambito lavorativo (D.Lgs. 81/08) prevede che il datore di lavoro metta in atto misure volte a garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori e, nel caso delle radiazioni ionizzanti, adempia a quanto previsto dalla norma specifica. Punti fondamentali della legislazione inerente la tutela dall’esposizione al radon nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 230/95) sono la misura della concentrazione ambientale del gas negli ambienti lavorativi e la messa in atto di interventi di bonifica dei locali.

Il gas radon è un gas nobile derivante dal decadimento dell’uranio, presente nel suolo, nelle rocce e in alcuni materiali da costruzione ed è un gas radioattivo, che può avere un forte impatto anche sulla salute dell’uomo.
Il radon è particolarmente insidioso a causa di tre caratteristiche proprie di tutti i gas nobili:

●  Inodore: l’assenza di odore fa sì che sia impossibile sfruttare l’olfatto per rilevare la presenza del gas all’interno delle abitazioni, degli uffici o delle scuole, al contrario di altri gas come, per esempio, il metano;

●  Incolore: il radon non lascia alcun alone o residuo sui mobili o sui muri di casa, rendendo impossibile individuarlo in questo modo;

●  Insapore: anche questo aspetto rende impossibile riconoscere il gas sfruttando il senso del gusto.

Un’ulteriore caratteristica del radon è la non infiammabilità; questo evita il rischio di pericolose esplosioni all’interno degli edifici. Tutti questi aspetti fanno in modo che il radon, dannoso per la salute, venga inalato con molta facilità, depositandosi sulle pareti dei polmoni e arrivando, successivamente, ai bronchi. Le particelle di polonio 218 e 214, irradiano le cellule causando danni fisici e/o chimici al DNA. Questi danni possono essere riparati da meccanismi cellulari ma se sono in eccesso possono innescare processi di modificazione cellulare fino alla trasformazione in cellule tumorali.

Il rischio da radon aumenta al crescere della concentrazione del gas radioattivo nell’aria dei locali e del tempo di permanenza. Per sapere se e quanto radon sia presente in un edificio scolastico oppure in un particolare ambiente, è necessario misurare la sua concentrazione in aria mediante un’opportuna strumentazione.

All’interno di un ambiente i livelli di radon variano continuamente in base al tempo e allo spazio e dipende dalle caratteristiche del terreno di fondazione dell’edificio in questione e delle condizioni climatiche. La strumentazione più adatta è rappresentata da dispositivi di tipo “passivo”, detti dosimetri, che forniscono un valore medio della concentrazione di radon nell’aria durante il periodo di esposizione.

Questi dispositivi altro non sono che contenitori di plastica di piccole dimensioni e di varia forma. Il radon vi penetra per diffusione naturale: in breve tempo la sua concentrazione all’interno è in equilibro con quella dell’ambiente oggetto della misura. Nel contenitore è presente un elemento sensibile al radon che, dopo un trattamento chimico, consente di valutare il valore medio della concentrazione del gas.

La normativa sul radon nelle scuole cui si fa riferimento è il D.Lgs. 241 del 26 maggio 2000. Il decreto, in primo luogo, identifica le situazioni lavorative nelle quali si può verificare il rischio radon:

  • Attività lavorative svolte in luoghi di lavoro sotterraneo;
  • Attività svolte in luoghi di lavoro in superficie, posti in zone ben identificate.

Nel documento di valutazione del rischio, previsto dal D.Lgs. 81/08, è necessario prevedere, tra i rischi fisici, anche il rischio da radon nel caso si rientri in una delle due tipologie di attività. In entrambi i casi la norma prevede che l’esercente (datore di lavoro o, nel caso delle scuole, dirigente scolastico) faccia misurare la concentrazione di radon in aria. Le misurazioni devono essere eseguite da organismi riconosciuti o idoneamente attrezzati e devono coprire un periodo lungo.

Se la concentrazione nelle scuole è superiore a 500 Bq/m3 (livello di azione) il dirigente scolastico ha l’obbligo di far bonificare i locali avvalendosi di un esperto qualificato e deve far eseguire nuove misure per verificarne l’efficacia.

In Italia il problema del radon è rilevante a causa della natura geologica del territorio e del tradizionale impiego di materiali da costruzione di provenienza locale. Inoltre alcune regioni sono più a rischio di altre.

Il rischio da radon rientra tra gli agenti di rischio fisici. La protezione dei lavoratori da questi fattori è uno degli obiettivi perseguiti dai Servizi di Prevenzione e Sicurezza degli Ambenti di Lavoro delle ASL.

Il compito delle ASL è quello di valutare gli adempimenti messi in atto dal datore di lavoro o dal dirigente scolastico. In particolare verifica se nel DVR sia stato inserito il radon tra i fattori fisici; che tale rischio sia stato quantificato nei modi e nei tempi previsti dal D.Lgs. 241/00; che siano state messe in atto azioni di rimedio e che, in caso di superamento del livello di azione, la relazione tecnica sia stata inviata alle ASL.

Per eliminare il gas radon bisogna mettere in atto alcuni accorgimenti:

  1. Ventilazione degli ambienti: eseguire frequentemente questa operazione consente il circolo d’aria e disperde nell’ambiente il gas radon, riducendo il rischio di incorrere in muffe;
  2. Sigillatura di crepe e fessure;
  3. Impermeabilizzazione del pavimento: soprattutto nel caso di edifici con fondamenta a diretto contatto con il suolo;
  4. Materiali di costruzione: prima di costruire un edificio, è importante verificare che i materiali utilizzati per la costruzione non siano contaminati;
  5. Isolamento di cantine e seminterrati: è fondamentale che queste stanze, trovandosi nel sottosuolo, siano isolate per evitare infiltrazioni di gas;
  6. Pavimenti galleggianti: si tratta di pavimenti leggermente sopraelevati rispetto al terreno, ideali per evitare il contatto diretto con quest’ultimo e per inserire del materiale isolante.

Seguendo questi accorgimenti si riduce drasticamente la presenza di radon all’interno dei luoghi chiusi, case, scuole, uffici, e di conseguenza è minore il rischio di incorrere in gravi patologie.

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