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MICROMICETI E MICOTOSSINE: RISCHI SUL LAVORO

Le patologie respiratorie professionali sono condizioni patologiche causate o aggravate da sostanze a cui si è esposti sul posto di lavoro. 

L’asma è la patologia professionale più diffusa ed è in continua crescita anche a causa dell’inalazione di sostanze in grado di causare patologie alle vie aeree. L’esposizione ai micromiceti e alle micotossine (metaboliti fungini tossici di origine vegetale), rinvenibili nei prodotti dell’agricoltura, può costituire un’importante causa o concausa determinante l’insorgenza e/o la progressione delle patologie respiratorie nel settore agro-zootecnico.

A fornire utili informazioni anche sulla prevenzione di queste patologie è un nuovo documento Inail dal titolo Contaminazione da micotossine in ambito agro-zootecnico. Misure di prevenzione per la riduzione”.

Nel documento si specifica come l’importazione di prodotti agricoli potenzialmente contaminati da miceti e micotossine da paesi anche lontanissimi e con modalità di trasporto che possono favorire lo sviluppo dei contaminanti, richiede una maggiore informazione degli operatori che manipolano le merci dal luogo di produzione fino all’utilizzo finale. Occorre, dunque, stabilire livelli di sicurezza nell’esposizione ad agenti contaminanti e suggerire buone prassi di lavoro per assicurare la sicurezza del lavoratore.

Il controllo della diffusione delle micotossine, però, non è di facile attuazione sia per la natura della contaminazione, di origine accidentale, che per la molteplicità degli agenti contaminanti, che per la notevole influenza delle condizioni meteo-climatiche su scala ambientale e del substrato di crescita fungina. Tuttavia le misure di controllo devono seguire il principio ALARA (As Low As Reasonably Achievable) che si applica a sostanze particolarmente dannose per la salute la cui presenza nell’ambiente non è strettamente dipendente dalla volontà umana e per le quali devono essere fissati livelli di tolleranza che corrispondono ai valori più bassi ragionevolmente misurabili. Il principio implica la necessità di impegnarsi nell’individuazione e nell’applicazione di misure di contenimento della diffusione di sostanze cancerogene e genotossiche finalizzate ad una riduzione della contaminazione.

In questo modo è possibile ridurre il rischio tossicologico attraverso la limitazione sia della contaminazione da micromiceti e micotossine di alimenti che sono destinati al consumo alimentare umano (oltre che animale), che dell’esposizione per via inalatoria per cause occupazionali.

L’individuazione e l’adozione delle possibili misure finalizzate a contenere la contaminazione dei substrati alimentari e degli ambienti di lavoro comprende l’impiego di dispositivi di protezione individuale (DPI). Importante è anche l’adozione delle buone pratiche agricole e delle buone pratiche di produzione che consentono di limitare l’inevitabile contaminazione di questi inquinanti.

Il settore principalmente coinvolto è il settore granario.

Le principali attività che generano polveri durante la lavorazione delle granaglie sono:

  • versamento;
  • movimentazione della granella in azienda (selezione della granella grezza, passaggio negli essiccatori, soffiatura e trasferimento, svuotamento degli essiccatori e dei silos);
  • molitura di grano e orzo alimentare;
  • riempimento dei maceratori in cui si produce malto d’orzo;
  • operazioni di pulizia (pulizia e manutenzione degli impianti di produzione con estrazione della polvere, dei silos vuoti, sotto i forni del malto d’orzo, pulizia dei secchi del mangime per uso zootecnico);
  • aggiunta di ingredienti supplementari alle tramogge durante la molitura della farina.

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